NATALE: FESTA, STRESS, O RINASCITA?

"Edificate le vostre intime adiacenze. Praticate il silenzio! Io ricordo la meravigliosa disciplina dei Grandi Uni. Quando eravamo soliti parlare e chiacchierare, essi ci dicevano: - Ritornate nel vostro castello interiore. -
Era molto difficile comprenderli, ma ora capisco la via della pace che ci veniva mostrata."
Paramahansa Yogananda

Io sono certa che tanta della fatica che si fa in questo periodo (e anche tante influenze che ci bloccano a letto), derivino proprio dalla distanza che mettiamo fra i sopiti bisogni spirituali e le spinte centrifughe di una socialità scollata dal vero senso intimo della Natività. O almeno, è questo il disagio che provo io, in questo periodo di rinascita interiore.

Quindi abbellisci sì il tu albero...ma dedicati sopratutto al tuo castello interiore. Come fare?

In Occidente sta aumentando l'interesse per lo Yoga e per le altre discipline orientali...soprattutto quando si propone qualche esperienza di meditazione. Di solito però i partecipanti non sembrano avere idee precise su ciò che tale pratica significhi, su cosa signifchi meditare.

A parte una generica idea di benessere, molti praticanti sia alle prime armi che esperti, danno l'impressione di aspettarsi una specie di psicoterapia. A parte il fatto che anche un risultato terapeutico è verosimile, dovrebbe essere questo considerato un effetto secondario di un processo molto più profondo e completo. Lo Yoga, come tutte le vie, richiede un impegno costante, una "durata della coscienza", che consenta al praticante di guardare oltre alle difficoltà quotidiane e contingenti.

Ogni giorno trova venti minuti per meditare. A meno che tu non sia troppo occupato. In questo caso devi meditare per un’ora.
— Antico detto Zen

Ricordo con piacere un mio insegnante che, quando incontrò il suo maestro e gli chiese di partecipare ai suoi corsi, fu da principio rifiutato, perché aveva espresso la speranza che la pratica facesse scomparire dei forti dolori di capo, ribelli a ogni cura. Il maestro spiegò: “Lo scopo della pratica è curare tutte le infelicità della vita. La malattia di cui soffri non è in realtà se non una piccolissima parte delle tue sofferenze. Se ne andrà, ma solo come sottoprodotto del processo di purificazione mentale. Se fai del sottoprodotto il tuo scopo principale, allora svilisci la pratica. Non sei qui per curare il corpo, ma per liberare la mente”.

...Hari Om Tat Sat 🙏