Tra forza di gravità e forza di levità

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L'essere umano è teso nella verticale tra cielo e terra. Nessuno dei due estremi deve prevalere sull'altro. Dall'essere nella verticale ne consegue una espansione orizzontale tramite le relazioni con il mondo di cui è parte. In molte culture ne è il simbolo l’"albero della vita”, cherappresenta questo asse temporale.

L'asse verticale è la via della ascesa e della discesa della forza divina, e l'asse orizzontale è la sua manifestazione nella creazione. In questo “axis mundi”, al centro del mondo tutti gli elementi in opposizione si incontrano. In quanto microcosmo l'uomo è paragonabile al sistema di coordinate di una croce: l'uomo si trova in questa croce, non in croce, inchiodato un'esistenza che lo rende schiavo! Dal centro si espande nelle quattro direzioni cardinali. La conoscenza di questo campo dona una sensazione piacevole di libertà.

Vi sono persone che sembrano essere determinate soltanto dal resistere alla forza di gravità, in cui tutto pertanto sembra trascinarli verso il basso (testa piegata in avanti, angoli della bocca verso il basso, spalle incurvate, petto schiacciato, bacino rigido, voce compressa), altri, al contrario si danno completamente alla forza di levità (testa alta, petto gonfio, camminano sempre con la testa per aria, pensando ad altro e sfuggendo la realtà). I primi sono di peso a se stessi e agli altri, mentre secondi sfuggono a sé e agli altri. Entrambe le categorie non sono né veramente radicati alla terra né veramente ancorati al cielo.

Preziosa l'immagine del filo d'oro con il quale sentirci appesi alla sommità del capo, per acquisire consapevolezza dell'ancoraggio al cielo, contemporaneamente sentire il radicamento alla terra, mantenendo le ginocchia leggermente piegate e il bacino mobile, lasciando morbide le spalle, la pancia rilassata ed i piedi paralleli.

 

Marina GiustiComment