Frasi sul Perdono: le Tre Lettere

Frasi perdono,

e perdono con frasi, riporto a coscienza seguendo tre fasi.

(antico detto alchemico)

Il perdono è una fase fondamentale del raggiungimeto della salute psichica e spirituale. Esso rappresenta infatti l'accettazione della realtà, e l'abbandono della pretesa di cambiare ciò che... è già avvenuto, la fine di una forma emotiva traumatizzata.

una delle più  profonde frasi sul perdono

una delle più  profonde frasi sul perdono

Cercando in rete spesso si incontrano siti che offrono frasi sul perdono, offrendo ispirazione per un processo interiore, ma anche una facile scappatoia per nascondere un risentimento ancora presente. Il perdono infatti è un processo emotivo non difficile, ma intenso, che richiede un certo impegno per essere compiuto. Ecco un esercizio per capire se hai perdonato e dove ti sei bloccato: si chiama l'esercizio delle 3 lettere. Io l'ho imparato da un libro di Daniel Lumera, scirttore e ricercatore spirituale che ho seguito dopo avere avuto modo di conoscerlo personalmente durante il mio lavoro per i convegni "Il Risveglio dell'Anima" della associazione Visusvita di Forlì.

ESERCIZIO DELLE TRE LETTERE

Prendi tre fogli, chiudi gli occhi e pensa alla persona con cui stai avendo problemi, che vuoi perdonare o da cui vuoi essere perdonato e scrivi nel 1° e nel 3° foglio il nome di questa persona, in cima al foglio. Ora prendi un timer e regolalo sui 7 minuti. Devi essere possibilmente solo mentre fai questo esercizio, per garantirti pochi disturbi esterni.

1) Inizia con il primo foglio, rigorosamente A4, bianco, con la prima lettera, quella dell'accusa o della dichiarazione. Fai un profondo respiro e inizi a scrivere il nome della persona sopra, e sotto al nome scrivi "Ti perdono per...". Non staccare mai la penna dal foglio, puoi ripetere anche le stesse cose se ti vengono ma l'importante è che sia un continuum, quindi ad esempio potresti scrivere: "Ti perdono perché te ne sei andato, ti perdono perché mi hai fatto del male, ti perdono perché non mi hai capito, ti perdono perché non ti sei difeso, ti perdono perché mi hai odiato, ti perdono perché non sei in grado di..." ...insomma scrivi tutto ciò per cui vuoi perdonare questa persona. 

Finito, quando scatta il timer, prenditi un minuto per chiudere gli occhi e lasciare che tutto ciò che si è mosso si depositi nel tuo essere e soprattutto affidalo, abbi la sensazione interna di affidarlo al perdono, un qualcosa che va al di là di te, mettendo tutto a disposizione del perdono, quasi dicendo "perdono, fai tu!". Coltiva la specifica sensazione dell'"affidarsi".

2) Poi fai ripartire il timer: ancora 7 minuti per la seconda lettera, quella della responsabilità. Scrivi ora tutte le cose per le quali vorresti essere perdonato da quella persona. “Perdonami per...". Se non ti viene in mente niente o se ti blocchi puoi fare due cose: la prima è riscrivere ciò che hai scritto a carico dell'altro: ciò che ha per te più carica emozionale, può essere indice di un tuo coinvolgimento di responsabilità nell'aver consentito che le cose siano andate in un certo modo. La seconda possibilità da considerare se hai necessità di sbloccarti, è riflettere sul fatto che potresti chiedere perdono per aver sentito odio, indifferenza o per non essere stato capace di non causare quella situazione, per averla rifiutata, per non essere stato capace di porre rimedio, per esempio. 

Finisci il secondo foglio, poggia la penna e passa di nuovo un minuto in silenzio, ascoltando senza giudizio tutto ciò che si è mosso dentro di te e affidandoti al processo del perdono. Tu non sai dove ti porterà, sai che però stai facendo qualcosa per il tuo bene supremo, e questa è una bella cosa.

3) Poi c'è la terza lettera, la lettera della gratitudine, in cui c'è il nome della persona: qui scrivi "Grazie per...", ...scrivi tutti i motivi di gratitudine che puoi avere per questa persona! Tutto ciò che ti esce, TUTTO, tantissime volte: ringrazialo per ogni cosa che è successa e anche per le cose che non sono successe. Alla fine dei 7 minuti, nel foglio scrivi una frase di sigillo "Ti amo così come sei”.
Appoggia la penna e di nuovo, passa un minuto dentro te stesso, coltivando la sensazione di affidare tutto quello che è successo al perdono.

Finite queste tre lettere sappi che le prime due le devi eliminare, la terza, se scritta bene, se davvero scritta in una condizione di gratitudine vera e autentica, e se te la senti, devi inviarla alla persona. Se non è più in vita, la puoi bruciare e attraverso il fuoco immaginare che arrivi ovunque la persona sia. L'importante è trovare il coraggio di inviare quella lettera.

Però attenzione: se senti che nella lettera ci sono ancora accuse velate, occulte, come "ti ringrazio perché mi hai fatto del male", allora non inviare la lettera perché significa che non sei ancora ad una frequenza della gratitudine capace di guarire anche l'altra persona. 
Quando tu sei in uno stato in cui non ti importa più inviarla o non inviarla, non provi più vergogna, non hai paura che la persona non la capisca, non hai paura che possa creare dei problemi, ma semplicemente senti che sei grato perché tutto questo processo ti ha portato in una condizione di gratitudine, allora a quel punto, può essere inviata.

La tua condizione di serenità e cor-aggio (=agire con il cuore) è il fatto più importante, l'invio della lettera è solo il modo per metterti a confronto con questa realtà interiore!

L'esercizio delle tre lettere è molto potente, perché ci fa passare attraverso l'accusa, la responsabilità e poi la gratitudine ed infine integra tutto nell'atto di amore dello spedire la lettera: dare, di donare la propria gratitudine all'altro.
Capisci se non hai integrato le fasi quando, rileggendo la lettera della gratitudine, noti che ci sono ancora accuse velate, oppure responsabilità non accettate. La terza lettera è anche un'autodiagnosi per capire se veramente hai perdonato, per lasciar andare il dolore e per entrare in un reale vissuto di gratitudine. È un esercizio che può essere necessario ripetere più volte per arrivare a un totale completamento del processo! 

Cosa succede se arrivi all'ultima lettera per renderti conto che...non hai perdonato? Il mio consiglio è di pratricare altre tecniche di perdono, di cui scriverò, e successivamente ripetere l'esercizio, oppure, se ti è possibile: meditare e poi ripetere l'esercizio. Ogni volta che metti intenzione per guarire una situazione, non importa quanto ti sembri brutta, il tuo sforzo sarà un passo per arrivare infine alla pace autentica. Se la lettera della gratitudine è vera e quindi viene spedita, quella frequenza arriverà anche all'altra persona e inizierà un processo di guarigione e di cura molto profondo, perché innanzitutto la relazione è guarita dentro di te: il mondo esterno reagisce alla condizione interna. Quindi avviene quello che alcuni potrebbero chiamare una magia, ma si tratta di una semplice legge di natura.