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Cos’è L’indice Ciclico Planetario in Astrologia?

C’era un astrologo francese di nome Henri-Joseph Gouchon che progettò un modo per tracciare l’attività planetaria in un modo che riflettesse i tempi di pace o turbolenza nel mondo. Questa tecnica, chiamata “L’indice ciclico“, è stata pubblicata per la prima volta dall’astrologo caposcuola André Barbault, e sembra avere una certo valore se ne osserviamo il movimento rispetto alle date importanti della storia recente:

Indice Cilclio Planetario di André Barbault

L'”Indice ciclico di tensione globale, conflitto e guerra” di André Barbault è dato dalla sommatoria delle distanze in gradi di tutti i pianeti tra Giove e Plutone:  da Giove a Saturno; Giove ad Urano; Giove a Nettuno; Giove a Plutone; Saturno a Urano; Saturno a Nettuno, ecc. Per ciascun anno, in una data specifica, tutte le distanze in gradi vengono misurate e sommate; è possibile utilizzare qualsiasi data dell’anno, ma poichè i risultati sono sovrapponibili normalmente si usa la data convenzionale del 1 gennaio.

Effettuando questa sommatoria per una certa serie di anni, ed osservando i cieli astrologici che ciascun anno presenta, troveremo che il valore più basso corrisponde alla presenza di una o più congiunzioni tra i pianeti considerati. La logica che si è voluta attribuire a questo indicatore è che la presenza di congiunzioni tra i pianeti lenti riflette maggiormente le condizioni di crisi nel mondo, mentre una distanza maggiore tra loro, corrisponde in genere a periodi di pace.

L’indice ciclico non fa previsioni esatte: piuttosto, mostra il clima generale degli eventi mondiali, specialmente in termini di guerra, pace ed economia. E’ anche possibile considerarlo in modo più psicologico, come indice dello sviluppo delle parti più oscure ed automatiche dell’essere umano, o al contrario della sua coscienza.

Il grafico che presento qui ha una scala invertita, cioè sono rappresentati in alto i picchi di maggior tensione, in cui i pianeti lenti sono congiunti. E’ una rappresentazione che suggerisce di pensare alle crisi come a vette che è possibile scalare, per poi giunti in cima guardare oltre. Ed è proprio questo che sta avvenendo oggi: è in atto una concentrazione planetaria data dalla triplice congiunzione Giove-Saturno-Plutone.

Cosa ci riservano i prossimi anni secondo l’Indice Ciclico Planetario?

L’anno entrante ed il prossimo (2020-2021) potrebbero essere cioè il picco di più alta tensione dal 1983, anno culmine della guerra fredda e di una lunga stagione di decadenza del tessuto civile a livello globale. In generale, ogni punto estremo dell’ICP è caratterizzato diversamente a seconda dei pianeti coinvolti: ad esempio il picco del 1983 è caratterizzato da due congiunzioni doppie: Giove-Urano (che dà vita alla effimera stagione di espansione degli anni ’80), e Satuno-Plutone, nella quale siamo immersi ancora oggi, volta alla strutturazione di di una nuova funzione nascosta nella coscienza collettiva, percorso oggi arrivato a maturazione.

Cosa ci possiamo attendere dunque per questi prossimi due anni 2020 e 2021? Oggi le coscienze umane vivono la massima alienazione data dalla pervasività del sistema consumistico, di cui le guerre ed i terrorismi sono appendici. In tal senso la situazione può senz’altro peggiorare ma non credo arrivi a causare una singola grossa catastrofe: Urano, i portatore di cambiamenti radicali e improvvisi infatti, è assente dalla triplice congiunzione.

Più probabile è la graduale involuzione del sistema economico e mercantile che chiamiamo genericamente “consumismo” (ecco il valore congiunto di Giove, abbonadanza, con Saturno, restrizione), fino alle sue estreme conseguenze di relativo impoverimento (concreto, valoriale e relazionale), punto nel quale “scavando sul fondo” l’umanità porterà alla luce un tesoro sepolto (Plutone): il seme di un nuovo senso comune che germoglia, la vista dalla cima della “vetta” cui facevo riferimento all’inizio. La massima forza della congiunzione si avrà a partire da metà 2020, per poi gradualmente sciogliersi a partire dall’inizio del 2021.

Questa lettura trasformativa graduale è confermata dalla sempre maggiore importanza che assumerà Giove negli anni successivi, congiungendosi prima con Nettuno in pesci (fine 2022), in un aspetto di grande metamorfosi, e poi con Urano in Toro (metà 2023 fino a metà 2024), indicando un cambiamento che può riguardare il rapporto con il mondo materiale (economia compresa) e la natura. Infine, si avrà la congiunzione Nattuno-Saturno nel 2025-26, all’inizio del segno dell’Ariete. Una metamorfosi insomma che infine si struttura e trovano solide basi nell’interiorità, in una modalità arietina che inaugura un nuovo inizio. E come se non bastasse, questi anni sono accompagnati da molti trigoni tra i pianeti lenti: aspetti quindi costruttivi che porteranno uno slancio positivo ai processi in opera. Guardando gli astri, quello che ci aspetta, con calma e pazienza, potrebbe essere quindi un nuovo rinascimento, che del resto tutti attendiamo: sia chi si interessa di spiritualità, sia chi, legato alla concretezza della vita quotidiana, si rende ormai conto che i conti non tornano da troppo tempo.

 

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